Progetti
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PREMESSA
Motivazioni e considerazioni alla base dell’iniziativaUna persona, uomo o donna che sia, vive per la maggior parte dei suoi anni in una perenne attività: lo studio, il lavoro, la famiglia. Poi, con il passare del tempo le sue occupazioni quotidiane devono modificarsi per via di molteplici fattori come la crescita dei figli, il ritiro dall’attività lavorativa, la necessità di maggiore riposo. Quella che comunemente è chiamata terza Età, però, non va considerata come un periodo in cui non si può progettare, imparare, sentirsi ed essere utili. Tale posizione viene ad aggravarsi qualora si tratti di persone sole, povere o in situazione di emarginazione che abbiano bisogno di sentire che possono apportare qualcosa di nuovo ed interessante a se stessi e agli altri. La possibilità di organizzare ciò che realmente interessa e di condividere bei momenti con persone che hanno le stesse esigenze possono essere incentivi per sfruttare questo periodo della vita attivamente, mantenendo allenati il corpo e la mente. Per questa convinzione, Finalità: Il progetto si propone di promuovere un percorso di salute attraverso attività ricreative al fine di stimolare nuovi interessi e dar vita ad iniziative di aggregazione sociale nei confronti di persone della Terza Età in condizioni di solitudine e/o povertà. ANALISI DEL CONTESTO
La provincia di Vibo Valentia registra una popolazione di 177.800 abitanti che si distribuiscono in centri abitati di modeste dimensioni. Un’analisi del tenore di vita rilevabile nella provincia mostra chiaramente come esso risulti essere molto contenuto: il reddito pro capite registra un ritardo di circa 35 punti percentuale rispetto alla ricchezza per abitante mediamente rilevata per l’Italia. La popolazione della provincia, inoltre, ingloba numerosi anziani come è rilevabile dall’indice di vecchiaia registrato nel 1998 che risultava pari al 66,3%. Questi dati generali lasciano trapelare l’esistenza di fasce della popolazione ancora più deboli all’interno delle quali si possono inserire gli anziani soli o in stato di emarginazione. Come si può notare dalla tabella in basso, la fascia della popolazione alla quale appartengono meno componenti è quella delle persone in età lavorativa: ciò implica che l’anziano deve spesso affrontare le difficoltà della sua età senza il sostegno dei figli e più in generale, di chi potrebbe garantirgli un’assistenza fisica e morale. Nello specifico, nel Comune di Stefanaconi risiedono 2.468 abitanti dei quali 328 sono ultrassessantacinquenni: il 15% della popolazione. (dati al 31/12/2003) Tra questi, 3 uomini e 14 donne – 17 persone - hanno superato i novant’anni. Molti tra loro, almeno 100, sperimentano la povertà e la solitudine e purtroppo per alcuni si potrebbe parlare di vero e proprio abbandono.
ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO MACROBIETTIVI - Promozione della salute - Aiutare gli anziani in stato di abbandono - Favorire l’aggregazione nella Terza Età - Promozione di attività ricreative MICROBIETTIVI 1. Collaborazione tra Associazioni socio-sanitarie e Centri per gli anziani, Asl del territorio. 2. Assistenza generica dell’anziano 3. Integrare l’anziano nel tessuto sociale del Comune: trasmettere l’importanza del movimento, dell’aggregazione e della creatività 4. Coinvolgere attivamente gli anziani nelle attività proposte e stimolarli a proporne di alternative FASI Il progetto mira a stabilire un contatto con gli anziani del Comune e stimolarli all’aggregazione. Per far questo, si prospetta di interagire anche singolarmente con le persone, aiutandole a superare piccoli o grandi impedimenti quotidiani: la spesa, il tragitto per recarsi ad una visita di controllo dal medico, il bisogno di compagnia. Le varie azioni previste non potranno susseguirsi, perciò, in maniera meccanica piuttosto verranno studiate in relazione alla capacità dei beneficiari di recepirle. FASE PRELIMINARE L’ Associazione si propone di stabilire un contatto con questi enti e si rende disponibile a chiarire ed informare in maniera più specifica sui temi inerenti al progetto. Questo primo periodo, di un mese di formazione (Febbraio 2005), sarà caratterizzato da un’intensa pubblicizzazione del progetto, attraverso tutti i mezzi che verranno ritenuti idonei. FASE 1 Formazione dei volontari I volontari, prescelti a seguito della selezione, verranno formati per l’assistenza agli anziani secondo le modalità e i tempi specificati in seguito. FASE 2 Assistenza, anche domiciliare, degli anziani Il progetto prevede un primo periodo di assistenza dedicato alle attività giornaliere che creano difficoltà, quale può essere la spesa, le piccole pulizie domestiche o, se possibile, facili esigenze assistenziali (un’iniezione, per esempio, o l’assunzione regolare delle medicine). Questa fase è fondamentale per creare un clima di fiducia reciproca e garantire all’anziano un punto di riferimento stabile, competente e paziente. Si andrà ad agire sulle situazioni più difficili dal punto di vista di isolamento o di effettiva necessità. Ogni volontario seguirà personalmente dalle 8 alle 10 persone e ne relazionerà con l’operatore locale di progetto i progressi e le difficoltà incontrate che saranno portate a conoscenza del responsabile del progetto. Almeno inizialmente, i volontari si sposteranno in coppia, per garantire all’anziano sempre la presenza di almeno un operatore conosciuto in caso di assenza dell’altro. La prima fase si estenderà su un periodo di circa due mesi (febbraio-marzo 2005) durante i quali FASE 3 Coinvolgere attivamente gli anziani in attività a loro dedicate. In questo modo, con l’aiuto di persone esperte in materia, si potranno organizzare degli incontri dedicati al giardinaggio, decoupage e attività motorie, oppure, per le signore, brevi incontri di cucito e di sartoria e quanto altro verrà proposto compatibilmente con lo studio di fattibilità. Tutto questo non escluderà la possibilità di organizzare anche delle “gite fuori porta”, soprattutto nel periodo primaverile ed estivo: pellegrinaggi in luoghi di culto vicini, uno o due fine settimana al mare, partecipazione alle sagre dei paesi limitrofi, serate in compagnia con la possibilità di ballare e divertirsi. Questa fase occuperà, nei programmi stilati, il periodo tra aprile e dicembre 2005. Gli incontri presso la sede Trio, saranno accompagnati dal proseguimento dell’attività dei volontari presso gli anziani più disagiati. La mattina, infatti i volontari in servizio avranno il compito di continuare a prestare a loro opera presso coloro che sono impossibilitati nel recarsi presso la sede Trio Regione Calabria, per problemi fisici (handicap) oppure altre difficoltà, nei locali messi a disposizione dal Comune di Stefanaconi. Organizzazione e Gestione delle attività L’operatore locale di progetto si occuperà di coordinare l’organizzazione e la gestione delle attività individuate in precedenza, che verranno attuate con l’ausilio dei volontari del Servizio Civile Nazionale e di altro personale della Trio Regione Calabria. Si prevede di far intervenire gli stessi beneficiari del progetto alla sua attuazione, in linea con le possibilità e le capacità personali, nella convinzione che il sentirsi utili e importanti per la piena realizzazione di un obiettivo sia necessario per stimolare la creatività e creare dei rapporti di amicizia e stima. Le modalità di comunicazione che verranno attuate si struttureranno in: distribuzione di depliant, affissione di manifesti, informazione via radio. FASE CONCLUSIVA VALUTAZIONE Si valuta la partecipazione, l’interesse, numero di proposte. I dati raccolti in itinere e quelli emersi durante le attività saranno oggetto di valutazione allo scopo di verificare se gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti e in che modo. Strumenti e modalità di pubblicizzazione del progetto: Volantini e locandine presso i principali luoghi frequentati dagli anziani: alimentari, farmacie, medici, sede del Comune, etc. Contatti diretti con le altre associazioni del territorio Passaggi su radio e tv locali e/o pubblicità su giornali nelle cronache locali. CONTENUTI DELLA FORMAZIONE DEI VOLONTARI La partecipazione attiva alla vita della società civile La città di Stefanaconi: popolazione e tradizioni L’anziano: ritmi ed esigenze L’ascolto come terapia L’organizzazione di un’attività: programmazione e gestione dei tempi, dei luoghi e delle situazioni critiche. Utilizzo dei programmi di videoscrittura e calcolo (Word ed Excel) Organizzare sul computer una rubrica efficiente Gestire la comunicazione esterna per piccoli eventi. Programmare un calendario degli incontri. La gestione di un gruppo non omogeneo di persone Relazionarsi con l’anziano malato. Effettuare semplici medicazioni: le fasciature, le iniziazioni Leggere il “bugiardino” e saper gestire le indicazioni date. <-- Torna Indietro |
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