Progetti

Tutti a raccolta... differenziata


Premessa

Utilizzando in “maniera alternativa” tre tonnellate di rifiuti si ottengono: una tonnellata di compost, una di materiale riciclabile e una di educazione all’ambiente, che secondo lo “European Environment Institute” è l’investimento più importante che una comunità possa fare.

 

Puntiamo dunque sull’educazione all’ambiente come conoscenza e soprattutto come ricerca continua di punti di equilibrio tra sviluppo tecnologico e qualità della vita, tra vecchie e nuove mentalità, tra conoscenze acquisite e nuovi saperi, avendo come obiettivi la tutela della salute, l’occupazione e la sicurezza sociale.

 

Il progetto che presentiamo rappresenta un utile momento di riflessione, un valido strumento finalizzato alla divulgazione dell’educazione ambientale nel campo dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani (RSU), e in particolare un’occasione  per promuovere la   Raccolta Differenziata (RD) allo scopo di influenzare positivamente i comportamenti individuali  orientandoli allo sviluppo sostenibile.

 

Questo in una nazione come l’Italia che vede ogni anno oltre 17 milioni di tonnellate di rifiuti urbani (fonte O.N.R. Osservatorio Nazionale sui Rifiuti - anno 2006) finire ingloriosamente in discarica, determinando così un gravissimo impatto ambientale con pericolose ricadute sulla salute, oltre a generare importanti diseconomie. 

 

La soluzione del problema dello smaltimento dei RSU inizia con la riduzione della loro produzione a monte, attraverso interventi di politica industriale, che coinvolgono Enti ed Istituzioni di vario ordine e grado. Ma anche le azioni individuali, attraverso le buone pratiche quotidiane, possono dare un proficuo contributo. Il singolo individuo, infatti, con le sue scelte ed i suoi comportamenti,  ha un ruolo fondamentale nel determinare il successo delle politiche di riduzione dei rifiuti, indirizzando i consumi, e quindi la produzione merceologica, verso prodotti che abbiano un minor impatto inquinante, siano più facilmente riutilizzabili e riciclabili, e/o realizzati con materiale riciclato. E sono ancora le azioni dei singoli individui che, attraverso idonei comportamenti, possono consentire il recupero ed il riutilizzo di gran parte di quanto viene prodotto e commercializzato. 

 

Ecco perchè l’informazione ed il coinvolgimento dei cittadini diventa elemento imprescindibile per una efficace campagna verso l’incremento della RD e lo smaltimento dei RSU.


La situazione attuale

 

Storicamente il primo approccio legislativo organico allo smaltimento dei RSU, nel nostro Paese,  è rappresentato dal D.L. n.22 del 5 febbraio 1997, noto come “Legge Ronchi”, cui è seguito il Decreto Legislativo n.152 del 3 aprile 2006.

 

Nella legge Ronchi la materia dello smaltimento dei RSU veniva puntualmente normata e venivano introdotti obiettivi progressivamente incrementali per la RD il cui livello minimo, per i singoli comuni italiani, avrebbe dovuto raggiungere il 35 % entro il 2003.

 

Le regioni italiane inadempienti agli obblighi di legge vennero sottoposte a commissariamento e, a tutt’oggi, sono ben cinque  quelle ancora soggette a tale regime (Sicilia, Calabria, Campania, Puglia, Lazio).

 

Nonostante l’impegno legislativo e gli enormi investimenti economici, che nelle regioni sottoposte a commissariamento hanno determinato solo sperperi di denaro pubblico ed inefficienza organizzativa, il problema della produzione e dello smaltimento dei RSU  in Italia  è ben lungi dall’essere avviato a soluzione.

 

Anche se negli ultimi anni la quota di RD è aumentata – 7,6 % nel 2005, con un incremento pari all’8,5 % rispetto all’anno precedente – e si è  riscontrata un’ inversione di tendenza nella produzione di rifiuti indifferenziati – 23,4 milioni di tonnellate nel 2005 contro le 24,3 del 2000 – la quota di talquale che finisce in discarica è ancora troppo alta.

Ulteriore dato negativo risulta l’incremento della produzione di rifiuti pro-capite/anno (dai 501 kg. del 2000, ai 539 kg del 2005).

 

I dati riportati riguardanti l’intero Paese, sono tuttavia disomogenei per macroaree geografiche (Nord, Centro, Sud) e per regioni.

 

In questo ultimo ambito, la Calabria si colloca tra le regioni italiane e meridionali meno virtuose per i livelli di RD raggiunti (inferiore al 10 %), ad onta, come ricordato, del tanto discusso regime di commissariamento cui è soggetta da circa dieci anni.

 

La raccolta differenziata svolge un ruolo prioritario nel sistema di gestione integrata dei rifiuti in quanto consente, da un lato, di ridurre il flusso dei rifiuti da avviare allo smaltimento e, dall’altro, di condizionare in maniera positiva l’intero  sistema di gestione. (ripetuta sotto)

 

Essa, infatti, garantisce:

• la valorizzazione delle componenti merceologiche dei rifiuti sin dalla fase di raccolta;

• la riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti da avviare allo smaltimento indifferenziato, individuando  tecnologie più adatte di gestione e minimizzando l’impatto ambientale dei processi di trattamento e smaltimento;

• il recupero di materiali e di energia nella fase di trattamento finale;

• la promozione di comportamenti più corretti da parte dei cittadini, con conseguenti significativi cambiamenti dei consumi, a beneficio di politiche di prevenzione e riduzione.

 

Sulla base di quanto fin qui illustrato è chiaro che in una regione come la Calabria, un progetto finalizzato alla promozione della sensibilità ambientale, con particolare riferimento allo smaltimento dei RSU e all’incremento della RD, risponda alla necessità di  avviare un comportamento virtuoso delle popolazioni locali, necessario anche per colmare il divario esistente tra la Calabria e le altre regioni italiane.

 

A ciò si aggiunga la specifica indicazione della Comunità Europea (Convenzione di Aarhus) che richiede un maggiore coinvolgimento e  una maggiore sensibilizzazione dei cittadini nell’ambito delle problematiche di natura ambientale.

 

 

 

Destinatari

v     Alunni delle scuole elementari dei seguenti Comuni:

1)     Castrovillari, 2) Corigliano Calabro, 3) Lungro, 4) San Donato Ninea, 5) Morano Calabro, 6) Roggiano 7) Rossano, 8) Santa Caterina 9) Fagnano, 10) San Marco Argentano 11)Scalea, 12) Belvedere, 13) Diamante.

v     Docenti delle scuole  selezionate

v     La cittadinanza

 

Obiettivi

 

Il progetto ha lo scopo di raggiungere l’obiettivo di una maggiore informazione e di una migliore conoscenza delle problematiche ambientali relative allo smaltimento dei RSU ed in particolare alla RD.

 

Questo per determinare una maggiore attenzione nel campo dei consumi, per favorire quei comportamenti virtuosi che possano contribuire, nella pratica quotidiana, all’aumento della quota di RD in Calabria.

 

La scuola, per parte sua, permettendo di veicolare dall’alunno alla famiglia l’acquisizione di buone pratiche, è un ambito ideale per unire due momenti, quello dell’informazione con l’agire concreto.

 

Il coinvolgimento preferenziale degli alunni delle classi elementari è dettato dalla maggiore recettività dei bambini ad accogliere informazioni e a farsi coinvolgere nel processo di apprendimento di comportamenti virtuosi trasferibili anche nelle rispettive famiglie.   

 

La previsione nel progetto di “momenti di incontro” con la cittadinanza, con i componenti del Consiglio Comunale e dell’Amministrazione, appare poi come un completamento quanto mai opportuno essendo essi rappresentanti della massima Istituzione locale cui spetta il compito di calare praticamente nella vita della città le linee guida per una efficace RD.

 

Contenuti

 

Gli aspetti definibili come “patrimonio informativo” da offrire  possono essere così schematicamente enunciati:

 

v     La conoscenza del problema: cos’è il rifiuto, il ciclo integrato dei rifiuti e il concetto di sostenibilità.

v     La “filosofia” delle R e il “lessico virtuoso” (Ridurre, Riciclare, Recuperare, Riutilizzare… Compostare).

v     Lo sviluppo del concetto dell’ “usa e riusa”, contrapposto a quello dell’ “usa e getta”.

v     L’importanza della RD rispetto ad altre possibilità di smaltimento.

v     Informazioni sulle filiere di smaltimento e sulla loro positiva influenza su aspetti economici ed ambientali.

v     Nozioni sulla normativa vigente nel campo dello smaltimento dei RSU e della RD.

v     La promozione dei comportamenti orientati alla salvaguardia ambientale.

v     L’acquisizione delle “buone pratiche”.

v     Incoraggiare la partecipazione e promuovere nuovi stili di vita.

Metodologia

La proposta progettuale deve articolarsi tenendo ovviamene conto delle diverse caratteristiche dei soggetti a cui si rivolge, nonché delle differenti situazioni logistiche di incontro e dei tempi di contatto con le singole persone.  

Per tali considerazioni, il progetto promuoverà:

v    il coinvolgimento, l’interazione e la partecipazione  anche ludica degli alunni, con l’uso della manualità e della simulazione in momenti laboratoriali.

v     il confronto di esperienze e l’ informazione dei docenti.

L’informazione alla cittadinanza.

 

Fasi

1)     Il progetto prevede un percorso informativo itinerante che coinvolgerà 13 Comuni: Castrovillari, 2) Corigliano Calabro, 3) Lungro, 4) San Donato Ninea, 5) Morano Calabro, 6) Roggiano, 7) Rossano, 8) Santa Caterina 9) Fagnano, 10) San Marco Argentano 11)Scalea, 12) Belvedere, 13) Diamante.

 

In ognuno di questi Comuni, il progetto risulterà articolato, sostanzialmente, in due parti principali, in relazione all’età dei soggetti coinvolti – bambini e cittadinanza - e del tempo dedicato a ciascuno dei due gruppi. Li illustreremo separatamente.

 

Gruppo bambini

Fase preliminare o della rilevazione.

In questa fase iniziale i formatori della Trio Regione Calabria e dell’associazione “il Riccio” proporranno agli alunni:

· una scheda di rilevazione dati riguardanti lo stato della raccolta rifiuti  a scuola;

· un questionario da proporre in famiglia sulla RD;

· una scheda di rilevazione dati sulla raccolta rifiuti sul percorso da scuola a casa.

 

 

Fase 1 o della prima Informazione / Educazione.

Si ritirano le  schede e  i questionari e si avvia la fase della discussione dei dati. E’ un iniziale brainstorming, per avviare la riflessione sulla problematica ambientale, insieme al concetto di sostenibilità, nello specifico riferiti alla questione dei rifiuti e al loro smaltimento. Partendo dalla esperienza diretta degli alunni

 

Si passa ad analizzare “ cos’è il rifiuto” e le differenti tipologie  dei materiali riciclabili. E questo attraverso  l’utilizzazione  in classe dei vari materiali di imballaggio.

 

 Dopo aver trattato  le varie tipologie dei materiali di imballaggio (alluminio,acciaio,carta, legno,vetro, plastica), si inviteranno gli alunni a compilare la “carta di identità” di ciascuno di questi imballaggi.

 

Si familiarizzerà  poi con la terminologia relativa alla “filosofia“  delle R ( si potrà offrire anche la comparazione con i rispettivi termini in lingua inglese ( es. landfill gas).

 

Si passerà  poi a riflettere sui comportamenti individuali e familiari dei ragazzi in una sorta  di attività di comparazione del tipo: Cosa facciamo a casa // cosa si potrebbe fare diversamente?

 

E quindi l’avvio verso  la conoscenza delle buone pratiche quotidiane, nella prospettiva della strategia “ rifiuti zero”, prendendo in considerazione anche differenti aspetti del problema-rifiuti, come quello relativo alla produzione industriale (si potranno portare gli alunni in un supermercato), il ruolo delle Istituzioni ( si potranno prevedere incontri con l’assessorato competente), delle Associazioni ambientaliste, dei singoli cittadini.

       Verranno elaborati, insieme agli allievi, dei questionari/interviste da rivolgere all’Assessore competente del Comune di appartenenza, alla società di raccolta urbana, agli altri enti / autorità coinvolte nell’area (Regione, Provincia).

       I risultati dei questionari/interviste verranno rappresentati con elaborazioni informatiche o multimediali dei dati raccolti (in foglio elettronico, con istogrammi, con tecniche fotografiche, etc.).

In questa fase introduttiva verranno coinvolti in maniera sinergica anche i docenti e i genitori.

 

Si utilizzeranno questionari, tecniche di brainstorming, presentazioni in PowerPoint che in seguito verranno messi a disposizione della cittadinanza  nei punti informativi.

 

Si potrà, infine, prevedere una visita guidata ad una discarica.

 

Fase 2  o  della pratica creativa    

   Questa fase  sarà centrata su aspetti tecnici dei prodotti e sul loro utilizzo creativo. In particolare sarà dato risalto alla consapevolezza di nuovi comportamenti o stili di vita, che riguarderanno da vicino alunni, docenti e genitori ( es. fare la spesa  valutando le varie tipologie di imballaggio della merce)

Ci si avvarrà di momenti laboratoriali per mostrare concretamente come:

·        riusare i materiali creando nuovi oggetti;

·          compostare,

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