Articoli ed approfondimenti
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L´incontro L´animale sociale uomo intesse sin dal primo istante di vita relazioni con altri, lavorando alla costruzione di questa rete incessantemente, rendendola sempre più ricca e complessa. E´ in questo aspetto che risiede, la fonte energetica primaria per ogni persona. Energia che richiede che io ci sia, che sappia guardarmi e guardare intorno a me. …………non di solo pane vive l´uomo……… Mi accorgo che la mia continua ricerca di nutrimento viene soddisfatta nel momento in cui mi concedo all´incontro, alla riconciliazione con le persone che mi circondano. Un riconciliarmi, ed un riscoprire la mia libertà interiore attraverso l´incontro con quella di un altro essere umano, attenuando, in quell´istante, l´ansia di ricerca che mi invade. La scorsa notte, poco prima di addormentarmi riflettevo su questo aspetto, e mi sono sorpreso di fronte alla chiarezza di questa visione. Le mie parole non sarebbero mai in grado di sostituirsi a quelle dell´autore, e per meglio comprendere ciò su cui mi sono soffermato sono piacevolmente costretto a riportarle qui di seguito: "..Ecco ancora degli alberi, di cui conosco le rugosità, e dell´acqua, di cui sento il sapore. E questi profumi d´erba e di stelle, la notte, in certe sere che sento il cuore che si placa….come negherò questo mondo, di cui sento la potenza e la forza? Eppure tutta la scienza di questa terra non potrà darmi nulla che possa rendermi certo che tale mondo mi appartiene. Voi me lo descrivete e mi insegnate a classificarlo; enumerate le sue leggi, mentre, nella mia sete di sapere, ammetto che siano vere; smontate il suo congegno e la mia speranza aumenta. Al termine ultimo, mi fate sapere che questo universo incantevole e variopinto si riduce all´atomo e che l´atomo, a sua volta, si riduce all´elettrone. Tutto ciò va bene, ed io attendo che continuiate. Ma voi parlate di un invisibile sistema planetario in cui degli elettroni gravitano intorno ad un nucleo, e mi spiegate questo mondo con un´immagine. Devo riconoscere, allora, che siete arrivati alla poesia e che io non "conoscerò" mai….." Attraverso queste poche, potenti righe ho avuto la possibilità di incontrarmi, di riconciliarmi con me stesso, ho avuto l´opportunità di vedere più chiaro di fronte a me, di avere più nitido il filo conduttore che lega le mie relazioni. E´ un percorso in cui io non posso fare a meno di riconoscere, non senza angoscia, il mio limite, è un percorso, comunque, durante il quale io non voglio rinunciare a cogliere ogni opportunità. Non c´è nulla che io potrò dire di conoscere veramente, l´unica sensazione che può avvicinarsi a questo concetto di conoscenza, è quella offerta dall´incontro con un´altra persona, con la quale io posso parlare e conoscere ciò che ci stiamo scambiando, cioè l´insieme di atti, pensieri ed emozioni che intercorrono tra noi in quel preciso momento. Quale condizione migliore per poter esperire ciò, se non un corso sul self help, con persone direttamente coinvolte da aspetti così complessi dell´esistenza come quelli della salute? E´ nato quindi un rapporto intenso dove io come formatore ho avuto l´opportunità di crescere sia umanamente che professionalmente, un rapporto che ha creato una relazione, nodo magico, quest´ultimo, che merita la nostra attenzione. Ciò che io ho offerto è stata la mia competenza nell´ambito del disagio, la mia energia, la mia volontà di crescita, ho messo a disposizione tutto il mio piccolo universo di persona che crede nell´uomo e nelle sue infinite possibilità, offrendomi alla relazione. Pensando alle relazioni tra esseri umani viene immediatamente alla mente un´immagine. Una grande, immensa rete che si espande e ritrae continuamente. Ognuno di noi ha il proprio bagaglio, la propria estensione, il proprio raggio d´azione più o meno intersecato con quello di altri. Abbiamo parlato dei diritti e doveri del malato, non da un punto di vista giuridico, lontano da noi, bensì da un punto di vista etico, dal punto di vista della nostra responsabilità personale, perché è attraverso gesti quotidiani di responsabilità, positivi, consapevoli, che percepiamo quanto possa essere importante il nostro agire, per noi e per chi ci circonda. Ci siamo fermati a riflettere sul nostro bisogno di essere ascoltati e di imparare ad ascoltare, perché abbiamo constatato che non ce lo insegna nessuno, perché ci siamo resi conto che senza saper ascoltare siamo incompleti, senza l´apertura verso l´altro la nostra naturale solitudine diventa una barriera insormontabile. Riflettendo assieme, ascoltandoci l´uno con l´altro, abbiamo sperimentato nuove modalità per ascoltare noi stessi e gli altri, godendo delle nostre capacità a volte inesplorate, rimanendo avvolti nel calore dell´incontro. Abbiamo scritto un progetto assieme, pensando a come divulgare l´esperienza che stavamo facendo. Attraverso il progetto intendiamo raggiungere gli studenti e le loro famiglie, proponendo temi di discussione inusuali affrontandoli da punti vista inconsueti, perché non amiamo i semplicismi. Ora amo pensare a quello che è accaduto come un´esperienza che si potrà ripetere, che potrà crescere, moltiplicando il proprio potenziale energetico all´infinito. Marcello Musio <-- Torna Indietro |