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Fai il bene e gettalo a mare. La legge del "silenzio assenso" in materia di trapianti è stata approvata. Ciò vuol, dire, in altre parole, che quando non è detto espressamente il contrario, siamo tutti donatori d'organi. Non c'è dubbio: un bel passo avanti nel mondo della speranza, nel campo del progresso e della ricerca scientifica. Ma è sufficiente una legge a cambiare la mentalità della gente? C'è ancora qualcuno che ha perplessità; qualche altro giudica ingiusto il provvedimento definendolo un "colpo basso" nei confronti dei meno informati. La verità, forse, è che c'è ancora troppo egoismo in giro. Aiutare chi ha bisogno viene visto come un gesto bello a dirsi, ma complicato a farsi. Si dice: "Perché dovrei farlo? Quale vantaggio ne ricavo?" Inconsciamente siamo convinti che quello che accade agli altri non potrà mai accadere a noi: gli altri si ammaleranno, noi siamo eterni. Poi, quando ci troviamo coinvolti direttamente o indirettamente nel bisogno, cambiamo atteggiamento, diventiamo esigenti, pretendiamo che la nostra causa venga sposata da tutti, dal vicino di casa al presidente della Repubblica. Il tornaconto, in una società che vive di scambi, ha messo la generosità in secondo piano. L'argomento suggerisce due riflessioni che vanno al di là di qualsiasi legge. La prima fa riferimento alla logica: se gli altri possono avere bisogno di noi, perché noi non potremmo avere bisogno degli altri? La seconda riflessione, invece, fa appello alla saggezza degli antichi, i quali per fare qualcosa di utile non chiedevano compensi e non rispettavano altra legge se non quella etica che nasce dalla coscienza di ogni singolo individuo. Per questo solevano dire una frase che è bene ripetere anche oggi: "Fai il bene e gettalo a mare; se i pesci lo ignorano, Confucio lo sa". Egidio De Luca <-- Torna Indietro |