Articoli ed approfondimenti

Lo scenario internazionale


La TRIO Italia opera fin dalla fondazione sul territorio nazionale, ma, in qualità di organizzazione internazionale, i nostri risultati non possono prescindere, anzi, devono necessariamente tenere conto, dello scenario internazionale, sia europeo che mondiale.

Sotto questo profilo, sono da segnalare due ottime notizie, che purtroppo non hanno avuto grande risonanza mediatica.

La prima riguarda la Spagna; il paese iberico, infatti, ha visto negli ultimi anni una crescita enorme sul fronte delle donazioni, accompagnata da un’altrettanto rapida decrescita delle opposizioni alla donazione, ed  in brevissimo tempo è diventata il paese con più donatori non solo in Europa, ma anche nel mondo intero, arrivando alla cifra impressionante di 34,3 donatori per milione di abitanti (dati 2007): quasi il doppio della nostra Italia. Non solo: le opposizioni alla donazione si assestano al 16%, meno della metà della media Italiana. Si pensi che ad Alicante, cittadina dove opera direttamente Rafael Matesanz, Direttore del Centro Nazionale Trapianti spagnolo e Presidente dell’ Organizzazione Nazionale per i Trapianti, le opposizioni sono allo 0,0%.

Matesanz ha operato anche in Italia, per la precisione dal 2001 al 2004, come consulente per i trapianti della Giunta Regionale Toscana, Regione che, guarda caso, è schizzata in cima alle classifiche Nazionali.

“Oltre alla Toscana, anche Emilia, Veneto e Liguria sono ormai sui nostri standard” ha dichiarato lo spagnolo in merito alla situazione italiana “la differenza tra Italia e Spagna è nel divario Nord-Sud: in Sicilia i trapianti sono pochi e le liste d’attesa lunghe. Mentre tra Andalusia e Paese Basco le percentuali sono simili”.

“La società dovrebbe credere nei suoi medici”, ha poi aggiunto. “In Italia la fiducia nella sanità pubblica scarseggia, soprattutto al sud, e questo spiega il divario tra settentrione e meridione nella donazione di organi. In Spagna non è così: chi vive in Andalusia si opera in Andalusia, chi sta alle Canarie si fida dei medici delle Canarie. A Firenze, invece, il 10% dei pazienti viene da fuori”

Matesanz non è mancato di intervenire anche su un tema scottante come il mercato degli organi e la sua possibile legalizzazione: si è definito assolutamente contrario, a causa delle terribili ripercussioni che avrebbe sulla donazione volontaria e quella da cadavere. Ha inoltre posto l’accento su come un’eventualità del genere svantaggi i paesi in via di sviluppo e, soprattutto, le fasce sociali più deboli.



<-- Torna Indietro