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Immaginate, per un attimo, come sarebbe la terra senza alberi. Pensate allo squallore dei campi e delle montagne, alla tristezza delle ville, al disagio degli uccelli, alla scomparsa di numerosi frutti, all'impoverimento della primavera, alla riduzione delle zone d'ombra, alla fine dei boschi, delle foreste, dei giardini, delle pinete, degli uliveti, dei viali¼ Tra i ricordi della nostra infanzia c'è quasi sempre un albero: quello della villeggiatura sul quale ci si arrampicava, quello che si intravedeva dalla nostra finestra, quello sul quale s'è inciso il nome del primo amore, quello che si è prestato a sostenere il dondolo, quello di Natale¼ Già: quello di Natale. L'albero addobbato di luci colorate, con la stellina in cima, con i doni da scartare nella notte santa. L'albero che in quei giorni campeggia nella sala da pranzo delle nostre case e che con la sua presenza ci fa sentire aria di festa, odore di bontà. L'albero che, in questo momento, ho davanti agli occhi è quello della TRIO. Se improvvisamente sparisse anch'esso, probabilmente provocherebbe meno stupore, giacché appartiene ad un'altra specie; è un albero virtuale, un simbolo. Ma è proprio così? E se, invece, la sua scomparsa significasse (come in realtà significa) la riduzione di frutti socialmente indispensabili come la solidarietà, la generosità, l'altruismo? Anche sotto i suoi rami c'è gente che trova sostegno, riparo, riposo, gioia, felicità, sorriso; anche per la sua presenza è più bello il Natale; anche per la sua sopravvivenza c'è bisogno di attenzione, di cure, di partecipazione. E tu, se vuoi, puoi contribuire a farlo prosperare. Egidio De Luca <-- Torna Indietro |