Home    ¤   News   ¤   Articoli   ¤   Storia    ¤   Links    ¤   Progetti   ¤   Newsletter    ¤   Contattaci
Articoli Presenti

Data: 17/11/04
Nicholas per nascere
di Egidio De Luca   Continua

Data: 17/11/04
Presentazione Trio Italia alla Camera
di Egidio De Luca   Continua

Data: 3/11/04
Chi siamo
Il capitolo Italia della Trio Italia Onlus   Continua



Iscriviti all'Associazione 
marco recchiuti

  • Presentazione Trio Italia alla Camera
     
    Data: 17/11/04
    di Egidio De Luca


     

    7 aprile 1995

     

    Presentazione della Trio Italia alla Camera dei Deputati

    Discorso inaugurale

     

    Signore,

    Signori,

    Autorità

    Uomini di Scienza

    Società Civile tutta

     

     

    Alzando lo sguardo lassù nel cielo in queste prime sere di Aprile ho notato alcune formazioni di stelle.

    Erano poche ma erano luminose.

    Confondevano, a mio avviso, quelle fiammelle, alle anime dei donatori che dal Paradiso, con segnali sempre più intensi, rischiaravano il mio cammino e quello dei volontari che assieme a me cercano di rendere possibile la mia iniziativa di stasera.

    Donatori tutti nobili, tutti uguali.

    Donatori che consentono stasera a me ed a tanti altri provenienti da tutta Italia di essere vivi e pieni di entusiasmo per la vita, laddove prima di quegli organi eravamo uomini spenti e senza speranza.

    Stasera mi conoscete come Presidente del Capitolo Italia dell'Organizzazione Internazionale dei Trapianti ma prima di essere tale io sono un trapiantato.

    Nel lontano 1988, seppi che ero irrimediabilmente spacciato ed allorché un grande epatologo mi disse che l'unica possibilità per continuare a vivere sarebbe stato un trapianto, volli morire.

    In quel tentativo non riuscito riconosco, oggi, la mano di Dio nostro Signore, che mi affidava un'altra dura prova da affrontare, " il calvario del trapianto". Un tunnel, buio e profondo, nel quale i più si smarriscono e solo pochi purtroppo riescono ad intravedere l'uscita.

    Non ebbi una fiammella che mi rischiarasse il cammino ma, anzi, dovetti percorrerlo, in lungo, attraversando l'oceano per trovare, in quel di Pittsburgh, una speranza di vita.

    Ed il 3 settembre 1993 ricevetti in stato di coma epatico il fegato di un uomo di colore.

    Ma una meravigliosa missione mi attendeva.

    Il fiore Trio sbocciò spontaneo durante la permanenza in ospedale in attesa del trapianto, per il sostegno ricevuto da un sacerdote volontario TRIO che, assieme ad altri volontari medici, psicologi e gente comune, aiutarono me e la mia famiglia nell'angoscia e nel dramma di quella lotta per la vita: PRIMA, DURANTE e DOPO.

    E fu così che, mettendo, a confronto la solitudine del "PRIMA" subito nel mio paese, ed il sostegno e l'aiuto ricevuto in un paese straniero, che mi convinsi di quanto potevo aiutare, di quanto potevo dare.

    E quindi, su incarico del presidente della TRIO Internazionale, Prof. Thomas Starzl, accettai di fondare la TRIO in Italia – per gli ITALIANI, in ITALIA. Questo è molto importante.

     

    IL PRIMA

     

             La condizione del paziente in attesa di un organo, l'ho vissuta in un totale isolamento senza punti di riferimento, sostegno, solo, depresso, infelice.

             Un devastante effetto psicologico che mi ha condotto sull'orlo dell'autodistruzione.

     

    DURANTE

     

    L'ho vissuto negli Stati Uniti dove ho ricevuto tutte le cure ed il sostegno necessario per superare con serenità e coraggio questo difficile momento.

             L'ho ricevuto da alcuni volontari della TRIO che adempiono a tutto campo ad una grande opera di sostegno e di aiuto psicologico e sociologico a favore del candidato che si accinge ad affrontare il difficile momento sollevandolo dallo stress psicologico ed altri tipi di stress.

    E qui ho capito la vera funzione dei volontari della TRIO, siano essi sacerdoti, assistenti sociali, psicologi, medici.

     

    IL DOPO

     

    Il dopo non è facile.

    Il ritorno ad una vita normale non è cosa semplice.

    A parte i grossi problemi psicologici che il trapianto pone nella maggior parte dei casi (tipo sindrome dell'organo diverso) abbattimento e stanchezza, bisogna combattere la continua angoscia e paura del rigetto per cui ogni sintomo costituisce un allarme, un'insidia, un pericolo costante.






    -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Home    ¤   News   ¤   Storia    ¤   Links    ¤   Progetti   ¤   Newsletter    ¤   FORUM   ¤   Contattaci

TRIO Italia ONLUS 2004 •    Tutela della Privacy   •   Disclaimer

Design & Technology by Wop!Web Solutions