25 settembre 1996
Discorso pronunciato a Washington in occasione della
Conferenza Mondiale dei Trapianti
NICHOLAS PER NASCERE,
TRIO PER CRESCERE IN ITALIA, IN EUROPA, NEL MONDO.
Gran parte di quello che oggi in Italia, stiamo ottenendo nel campo della Donazione e del Trapianto è nato in una umida notte di settembre 94' allorché un bambino colpito a morte, poteva donare con un generoso atto d'amore dei suoi cari, la vita a cinque moribondi e la luce a due persone destinate a vivere senza poter osservare le reali bellezze della natura in terra, nei cieli, nel mare.
L'Italia all'ultimo posto in Europa con 6,2 donatori per milione di abitanti è stato scosso da questo avvenimento che non costituiva "a simple act", come è giusto che Reginald lo definisca, ma rappresentava nella nostra mentalità un "atto eroico", ai limiti dell'impossibile.
Gli ultimi mesi del 94' hanno visto una crescita delle donazioni tanto grande da riuscire a determinare un incremento del 23,3% rispetto al 1993.
A questo è seguito naturalmente un aumento del 31% dei trapianti.
Ma in un paese pur meraviglioso come il mio il cui migliore difetto è l'incostanza, il radicamento del pregiudizio e di una cultura atavica, i messaggi precipitano con la stessa velocità con cui sono cresciuti.
Possiamo ben dire, oggi, che nei primi mesi del 95' quell'aumento delle donazioni del 23% che si era verificato non è stato mantenuto.
La venuta dei Green in Italia solleva sempre grandi entusiasmi e partecipazione, ma Reginald, Margaret ed Eleonor vivono purtroppo in California.
Magari potessero abitare per sempre a Roma!!!
Ed allora ecco emergere il ruolo attivo del volontariato, il ruolo che ha determinato noi della TRIO ITALY a raccogliere il testimone della staffetta che Reginald e Margaret e tanti altri uomini di buona volontà ci hanno creduto a continuare così questa lunga corsa per tendere con sempre maggiore determinazione al raggiungimento dell'obiettivo finale: creare una cultura attraverso l'esempio.
Noi che pure nella grande famiglia della TRIO siamo arrivati per ultimi abbiamo iniziato con instancabile attivismo ad organizzare una serie di iniziative.
Tra le tante acquista particolare importanza la presentazione del 1° progetto psico-medico-sociale per i pazienti di trapianto, seguito da un momento intenso di riflessione sulla donazione, presenti Reginald e Margaret Green e quei deputati che saranno chiamati ad esprimersi nei prossimi due mesi su una nuova legge per la donazione.
Già nel mese di luglio abbiamo sostenuto con vigore una campagna per l'approvazione della legge al Senato secondo il principio del silenzio-assenso, vogliamo, in pratica, che dall'entrata in vigore della legge ogni cittadino italiano, debba nel termine di due anni, esprimersi in modo favorevole o contrario circa la donazione di organi.
La volontà di ogni singolo cittadino sarà annotata su tutti i documenti (carta d'identità, tessera sanitaria, patente, ecc.) in modo da rendere palese l'eventuale diniego alla donazione.
Se, nei termini stabiliti, non si avrà alcun tipo di comunicazione, si applicherà il principio del silenzio-assenso, ovvero di presunto consenso vista la mancanza di uno specifico diniego.
Questo ci consentirà di accendere la speranza di tanti esseri umani che si trovano oggi in lista di attesa che si allungano ogni giorno.
THIS IS WHERE WE WANT TO GO e non ci fermeremo qui.
Nel primo anniversario della morte di Nicholas per dare un segnale forte, per dire che Nicholas è ancora vivo tra di noi accenderemo dei fuochi in tanti paesi della Calabria e contemporanemanete delle fiaccole rischiariranno quelle strade buie che ci dettero, un anno fa, angoscia e dolore. Il 21 Aprile del 1996, poi, nel grande terreno del campo di calcio di Napoli si svolgerà una competizione calcistica tra la squadra dei parlamentari, degli attori per la vita e la squadra dei trapiantati. L'appuntamento previsto è per 60.000 persone.
Sono felice di invitare da questo pulpito a far parte della squadra degli attori e dei trapianti chiunque voglia offrire con la sua presenza un contributo di novità e di interesse alla manifestazione.
Anche gli On. Senatori sono invitati.
E vorrei subito l'adesione del Senatore Kennedy perché so che ama tanto l'Italia.
La necessità di essere presenti in modo efficace lungo tutto lo stivale della penisola mi ha spinto a ricercare coordinatori locali in altre città.
Quindi sono sorte: TRIO NAPOLI, TRIO CORIGLIANO CALABRO, TRIO CATANIA nel Sud, TRIO AREZZO, TRIO SIENA, TRIO VERONA, TRIO PADOVA, TRIO BOLOGNA e TRIO MILANO nel Nord.
Stiamo prendendo contatti con operatori di altre città e tra le prime, Cosenza, Benevento e Perugia.
Responsabili di queste sezioni sono medici, psicologi, trapiantati.
Per quanto attiene alla comunicazione oltre ad una buona campagna di stampa abbiamo anche girato i due spot che sono stati già per un certo periodo sulle reti RAI e che vorrei mostrarvi subito.
This seems to be a positive action!
In Italia, posso ben dire con orgoglio, che sarebbe stato difficile fare di più di quanto abbiamo costruito in un anno.
So di rappresentare la TRIO INTERNATIONAL WEST e quindi di dover contribuire alla crescita europea e nell'area del mediterraneo della TRIO.
Ne sono onorato anche se riconosco di non aver potuto adempiere a questa missione.
Ho ricevuto dalla TRIO HEADQUARTERS lettere nelle quali mi veniva comunicato l'interesse da parte di medici o altri professionisti del Portogallo, della Cecoslovacchia, del Marocco e di Israele che chiedono di essere incorporati nella nostra grande famiglia.
Purtroppo non è stato possibile realizzare un contatto con le persone segnalatemi.
A mio modo di vedere per non far rimanere sterili ed inutili questi incarichi è necessario, da parte della TRIO HEADQUARTERS, canalizzare in modo serio ed efficiente queste risorse umane che vogliono partecipare, ma che hanno bisogno di essere sollecitate, seguite, organizzate. Certo, se i capitoli internazionali devono assumere un effettivo ruolo di coordinamento nell'Ovest, nell'Est e dovunque devono essere dinamici ed operare per aiutare la nascita e l'organizzazione di nuovi capitoli.
Ma ai capitoli delegati devono essere forniti materiali e mezzi economici che consentano di poter muoversi da un paese all'altro, di poter comunicare, di poter realizzare gli obiettivi per cui lottiamo con fede ed entusiasmo.
Possiamo e dobbiamo studiare il modo per procurarci questi mezzi.
C'E' BISOGNO DI UNA TRIO FORTE IN EUROPA.
AMERICANI NON DIMENTICATE LA VECCHIA, GRANDE EUROPA!
Sono decine di migliaia in Europa le persone in attesa di organi che potrebbero salvare loro la vita.
In Svezia mi sono incontrato con il Dr. GABEL chirurgo specialista dei trapianti al KAROLINSKA INSTITUT e mi diceva che nel 95' moriranno centinaia di persone inscritte nelle liste di attesa.
Migliaia di pazienti non vengono neanche inscritti perché i loro medici sanno che probabilmente non riceveranno mai l'organo di cui hanno bisogno.
Anche in Germania le liste d'attesa si allungano e le donazioni cadono.
La Emotransplant Foundation, una rete che gestisce le liste d'attesa in Germania, Austria e Benelux oggi ha un elenco di oltre 12.000 pazienti.
Anche in Francia la crisi di organi è stata improvvisa e drammatica.
Molte famiglie rifiutano di donare gli organi anche in conseguenza di una serie di scandali sulle trasfusioni che hanno tolto credibilità all'ambiente medico francese.
Nel giro di tre anni, mi diceva il presidente dell'Associazione dei Trapianti renali di LIONE Michel Raymond Cormiglion, le famiglie che rifiutano il consenso all'espianto di organi è salito del 27 al 64%. Nel 94' i trapianti sono diminuiti del 20%.
L'unico paese europeo dove si stà sperimentando una soluzione efficace è la Spagna.
In cinque anni i trapianti di rene sono aumentati del 40% e gli altri si sono triplicati.
Il sistema con cui sono stati ottenuti questi risultati consistono nell'avere addestrato, in ogni grande ospedale, un medico, un infermiere o uno psicologo ad avvicinare le famiglie dei pazienti in coma irreversibile ad affrontare con tatto l'argomento della donazione. Se ne parla seriamente con la famiglia sostenendola nella maniera più assoluta il desiderio successivo espresso dalla famiglia.
Il successo di questo modello spagnolo è guardato con favore in tutta Europa.
Anche noi della TRIO ITALIA stiamo facendo pressione sulle Aziende Sanitarie perché venga istituito un modello simile.
Come potete vedere la situazione europea è molto grave, più complessa della vostra.
Mi piace pensare, però, che la nostra voce fioca deve unirsi alla vostra, più forte e più completa per costituire un unico coro che ci consenta a lavorare assieme con il sacrificio che ci siamo proposti e con il solare approccio alla vita che rende la nostra azione positiva e realistica.
Non rinviamo quindi decisioni che possiamo prendere oggi sul funzionamento non americano, non europeo, ma mondiale della nostra amata organizzazione.
Siamo qui non per creare barriere, ma per costruire ponti, lunghi ponti che ci conducano verso il benessere dell'umanità.