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Donazioni e trapianti di organi nel 2006
Data: 10/6/07 Dai dati del Centro Nazionale Trapianti relativi al 2006
Dai dati del Centro Nazionale Trapianti relativi al 2006 emerge una Italia che, dopo lo stallo dal 2004 al 2005, ha ripreso la sua lenta crescita. I donatori segnalati dalle rianimazioni sono stati 36,6 per milione di popolazione (34,4 p.m.p. nel 2005); i donatori effettivi sono aumentati a 21,6 p.m.p. rispetto a 21 del 2005, mentre quelli utilizzati sono 20 p.m.p. rispetto ai 19,6 nel 2005. Nei confronti con altri paesi esteri siamo preceduti - secondo i dati del Consiglio di Europa - da Spagna (33.8 donatori effettivi nel 2006), Stati Uniti (25.5), Estonia (26.9), Austria (24.8), Belgio (23.8) nel 2005 e Francia ( 23 p.m.p. nel 2006). La media europea e' di 18.8 p.m.p. I trapianti in Italia, in lieve crescita nel 2006, sono stati in totale 3190 , rispetto ai 3177 del 2005; quelli di rene sono diminuiti di qualche unità (1667 contro i 1671 del 2005), stabili quelli di cuore (346 rispetto ai 345 realizzati nel 2005), mentre sono aumentati i trapianti di fegato (1089 contro i 1053 del 2005). Per quanto riguarda le opposizioni alla donazione, espresse in vita dal donatore o dai familiari dopo il decesso, la media nazionale e' del 27.9% contro il 28.7% del 2005. Restano alte le percentuali di rifiuti in Sicilia (46.7%), in Basilicata (40.0%) in Abruzzo-Molise (38.2%). La Regione con il tasso più basso di opposizione e' rappresentata dal Friuli Venezia Giulia che, con solo il 14,3% dei "no", si può considerare la vera sorpresa positiva per il 2006. Tra le Nazioni del mondo la cifra più bassa delle opposizioni e' quella fatta registrare dalla Spagna con 15,2% di dinieghi: due Regioni Autonome, La Rioja e Navarra, addirittura hanno raggiunto il minimo possibile: 0% (!) di rifiuti; mentre la Regione Autonoma dei Paesi Baschi ha toccato nel 2006 la storica cifra per le donazioni di 48,4 donatori p.m.p. Resta immutato il profondo divario tra le Regioni del Nord (25.9 donatori p.m.p.) e quelle del Sud Italia (10.6 donatori p.m.p.) Una delle principali cause di questa netta differenza e' data dalla presenza o meno di posti letto nelle rianimazioni. La Puglia ad esempio (ultima Regione italiana per donazioni con 7 donatori p.m.p.) possiede 165 posti letto in rianimazione contro i 269 dell'Emilia Romagna (29.6 donatori per p.m.p.) che ha una identica popolazione di 4 milioni circa di abitanti; e la Toscana (42,3 donatori), con meno abitanti (3 milioni e mezzo circa), ha 220 posti letto; la Liguria ( 38.2 donatori) con solo 1 milione e mezzo di abitanti circa, ne conta di posti letto ben 163, mentre la Calabria (penultima regione italiana per donazioni con 7,5 donatori) con una popolazione di 2 milioni circa di residenti, può contare solo su 76 posti letto. Così, anche per le liste di attesa, vero punto dolente della nostra trapiantologia, continua la migrazione dei pazienti del Meridione verso le Regioni del Nord. Nel 2000 in totale si contavano 8726 pazienti in attesa per organi quali rene, cuore, fegato e polmone, nel 2006 per gli stessi organi sono in lista 9153 candidati (+ 427 unità), anche se, disaggregando i dati, notiamo che per un rene nel 2000 i pazienti in attesa erano 6858 ed oggi sono 6470 (-388), per il cuore erano 706 nel 2000, sono diminuiti nel 2006 a 636 (- 70 unita'); mentre per un fegato le liste di attesa sono aumentate di ben 743 unita' ( da 706 nel 2000 a 1729 nel 2006), cosi dicasi per il polmone con 142 persone in piu' in attesa (dalle 176 nel 2000 alle 318 del 2006). Occorre, poi, curare ancor di più il mantenimento del potenziale donatore multiorgano affinché non venga perduto per un arresto cardiocircolatorio che si realizza dal 10 al 20% dei casi; ad esempio in Abruzzo-Molise (ma il paragone può essere posto nell'ambito di qualsiasi altra Regione), una sensibile distanza separa i 48 p.m.p. donatori segnalati dalle rianimazioni come potenziali donatori di organi rispetto ai 18,3 dei donatori effettivi (rispetto, cioè, a quei donatori da cui e' stato chirurgicamente prelevato almeno un organo indipendentemente dall'utilizzo finale dell'organo stesso), nonché rispetto ai 16,4 donatori utilizzati (cioè a quei donatori dai quali e' stato utilizzato per un trapianto almeno un organo). Ma la macchina delle donazioni e' complessa: se non ben oleata può incepparsi in un punto qualsiasi: dalla segnalazione dei donatori potenziali alla organizzazione delle commissioni che accertano le morti cerebrali, dal colloquio con i familiari del donatore al trasporto degli organi o alla verifica dei parametri per l'idoneità donatore/ricevente. Per questo resta necessario assicurare più omogeneità sul territorio nazionale. Se dunque da un lato sono aumentati i donatori, anche il numero di pazienti in lista d'attesa continua a crescere e più di 6000 pazienti attendono in media tre anni per un rene nuovo. I quasi 10000 cittadini iscritti alle liste di attesa per un trapianto che salvi loro la vita, i pazienti che ogni giorno muoiono in inutile attesa , ci spingono a proseguire nella nostra attività di sensibilizzazione della popolazione con campagne informative che nel tempo hanno dimostrato di essere efficaci.
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