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Donazione Organi - Atto cosciente
Data: 25/5/05 L´intervento del Presidente della Trio, Dr. Egidio De Luca
Donazione degli organi : atto cosciente.
Quella trascorsa è stata la settimana della donazione. Una occasione che attraverso tutte le varie iniziative, incontri, manifestazioni, ha permesso di riflettere sull'importante aspetto riguardante la "donazione degli organi". La città di Vibo Valentia ha risposto a questo appello di ulteriore sensibilità, dimostrando l' acquisita maturità della gente, meditando con rinnovato interesse di fronte ad un aspetto che continua a mobilitare il mondo intero. Ed è importante, direi esaltante, che intorno a questo richiamo legato alla donazione degli organi l'opinione pubblica continui a prestare sempre nuove motivazioni per sostenere un'idea che mette talvolta anche a dura prova la sensibilità di noi tutti. Nei giorni scorsi a Vibo Valentia invitato da un'Associazione a dare un contributo, se volete anche nelle vesti di trapiantato di fegato (a Pittsburgh il tre settembre del 1993, al Presbyterian Hospital da parte del Prof. Marino della Scuola Starzl) ho spiegato che la legge n° 91 del primo aprile 1998, approvata dalla Camera dei Deputati e dal Senato della Repubblica, disciplina "il prelievo degli organi e di tessuti dal soggetto di cui sia stata accertata la morte e regolamenta le attività di prelievo di trapianto di tessuti e di espianto e trapianto di organi. Con un testo unificato il Forum Nazionale delle Associazioni, al quale aderisce anche la TRIO Italia, aveva condiviso il progetto del decreto nella parte relativa al consenso, basato sul silenzio assenso informato." Oggi, dopo qualche anno dall'approvazione della legge, ci si può dichiarare più che soddisfatti. Il motivo principale di questa soddisfazione è perché in tal modo sono tutelati sia la libertà di scelta dell'individuo che è tenuto a dichiarare la propria buona volontà, sia il bene comune. Insomma, tutti devono poter liberamente esprimere il loro parere e, contemporaneamente, tutti devono sapere che, se tacciono, autorizzano a prelevare i propri organi. In tal modo la donazione diventa un atto cosciente, spontaneo, gratuito. Su questi tre aggettivi ognuno di noi dovrebbe spendere qualche minuto di riflessione. Dovremmo farlo per una personale presa di coscienza e per un collettivo senso di civiltà. Perché di fronte ad una disgrazia generale (il terremoto, l'inondazione, la guerra) siamo pronti ad intervenire in massa, mentre sul dramma individuale diventiamo egoisti. Cos'è che ci fa prendere le distanze da una sofferenza non eclatante? I numeri? Se è così è bene riflettere sulla immensa lista di gente in attesa di una telefonata. Si tratta di persone a noi sconosciute, ignorate dai mezzi di comunicazione di massa, che abitano talvolta anche in paesini sperduti, ma pur sempre bisognose. Accettando di diventare loro potenziali donatori la nostra generosità raggiunge il culmine giacchè si indirizza verso chi non conosciamo o non conosceremo mai; verso chi non potrà mai incontrarci e ringraziarci direttamente. La gratuità della donazione, insomma, non prevede nessun tornaconto personale. Ma probabilmente proprio per questo motivo è più valida. Chi è cattolico pensi al Comandamento di Dio che recita: "Ama il prossimo tuo come te stesso"; chi crede in Allah rifletta sulla massima orientale: "Fa il bene e gettalo al mare: se i pesci lo ignorano, Allah lo sa." ; chi si professa laico si ricordi che la saggezza degli antichi suggeriva: " Se fai il male resta sveglio di notte, se fai il bene dormi pure con la porta aperta."
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