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Chi sostiene Lazzaro?
Data: 7/5/02 di Sabrina Vicino Domanda: quali sono le maggiori difficoltà che si riscontrano in questo tipo di operazioni? Berthold: i pregiudizi dei colleghi, gli ostacoli frapposti dalla famiglia, la cattiva volontà dei donatori, la vetustà del materiale, il sindacalismo del personale paramedico… Ma la chirurgia è un apostolato che pretende tutto dal proprio amante.
Così Daniel Pennac in uno dei più divertenti ed ironici fra i suoi romanzi, la Prosivendola , fa dire al genio dei bisturi che salva Benjamin Malussène dal tragico epilogo di una pericolosa avventura. Il protagonista della vicenda svolge una strana professione: il "capro espiatorio", non solita e neanche sicura, giacché lo espone al rischio di farsi male al posto di altri. Il povero Malussène si è beccato una pallottola destinata ad un enigmatico scrittore e solo grazie ai prodigi della scienza, alla perseveranza di uno stravagante chirurgo e alla fede della sua bizzarra famiglia, vivrà fino a tarda vecchiaia. Rimando, per ulteriori approfondimenti alla lettura della saga dei Malusseène chi fosse interessato ad entrare nel mondo magico e nello stesso tempo realista, di questo autore francese che mi offre lo spunto per introdurre lo spigoloso tema di chi sostiene Lazzaro?
Cosa accade intorno al malato, dentro l´ambiente che circonda chi ha un´ipoteca sulla vita, e fa circolare energia o, al contrario, astenia, insicurezza, debolezza, impotenza, crea distanza, sensi di colpa e rimorsi, senza parlare di tutto ciò che questo stato di cose, irrimediabilmente, riflette sulla condizione clinica del paziente? Un ambiente, a volte, ostile alla sofferenza o semplicemente intollerante. Un ambiente che preferisce spesso far finta di niente per proteggere se stesso ed il malato, o ancora una famiglia in cui la malattia di uno dei componenti diventa il fulcro su cui si muove ogni cosa. Tutto ciò produce ostacoli, difficoltà per chi sta male.
Quante barriere incontra il malato che attende un trapianto, ovvero quella persona che fino a quando non troverà il donatore compatibile s´interroga sul tempo che scorre, sul tempo che gli rimane, sul tempo sprecato?
Certamente sarebbe ideale se l´ambiente accogliesse la malattia con ottimismo e speranza. Purtroppo ciò non capita quasi mai e non è colpa di nessuno! Se un cuore va male, il fegato è arrivato o il rene si rifiuta di funzionare, lo scopo vitale di ognuno è minacciato e la paura della morte sregola la mente e la capacità di veder oltre. La propensione naturale verso il futuro, quella che ci fa desiderare un mondo migliore per i nostri figli, si inceppa. Letteralmente bloccata la spinta verso, per il malato e per la sua famiglia esiste solo il presente. Un presente che ha lo spazio di una piccola speranza, ma su cui spesso non si ha il coraggio di scommettere.
Come si fa ad aiutare la persona che trattiene il tempo? Nella mia professione incontro persone che stanno male e diversi modi di esprimere il disagio, ma per tutti questi individui il fulcro terapeutico, la chiave che spinge al cambiamento e conseguentemente al benessere, consiste nell´andare oltre, sperimentando strategie che permettano di vedere strade alternative. E così, sostenuti e accompagnati alla scoperta di procedimenti diversi, i pazienti migliorano, intuendo la grande possibilità che offre loro la vita: vivere, esperire personalmente. L´esplorazione di nuovi modi di costruire la realtà conduce l´individuo alla chiara consapevolezza delle sue potenzialità.
La terapia non è solo questo, ma anche di questo si sostanzia. In altre parole l´essenza di un processo di guarigione, la condizione necessaria affinché si possa ricevere aiuto, è data in primo luogo, dalla possibilità, per il paziente, di esserci in futuro. Dall´opportunità di avere del tempo a disposizione, dalla capacità di immaginarsi scenari a venire. Perfino nei casi in cui siamo di fronte a depressioni gravi, il cardine del lavoro con il paziente fa riferimento alla vita in contrapposizione alla morte!
Insomma chi può aiutare Lazzaro quando la speranza di vita è appesa ad un filo e, come dice ancora Pennac "quando la vita è appesa ad un filo, è incredibile il prezzo del filo!", soprattutto, chi è in grado di aiutare una persona per la quale sarebbe necessario un miracolo? Un individuo che ha reso minima la sua capacità di articolare il futuro, un futuro, per altro, talmente importuno da risultare intollerabile?
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