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Data: 10/9/08
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I dettagli della stampa locale sulla vicenda della Trio di Corigliano Calabro.   Continua

Data: 1/9/07
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Data: 18/6/07
L’Ambiente è salute
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marco recchiuti

  • Attesa ancora lunga per i Trapianti
     
    Data: 15/9/05
    In aumento i donatori, ma resta identico il numero degli organi disponibili.



    Spetta al ministro Storace inaugurare la via delle donazioni da viventi

    I dati al primo trimestre 2005, resi noti dal Centro Nazionale Trapianti, confermano che, nonostante la continua crescita dei trapianti effettuati (dai 2.428 del 2000 ai 3.285 di oggi), nonché il costante aumento dei donatori utilizzati (da 14,2 per milione di popolazione del 2000, a 21,1 nei primi tre mesi del 2005), non riusciamo a restringere la forbice che esiste tra chi attende l'intervento e gli organi effettivamente disponibili: dal 2000 a oggi, infatti, il numero dei pazienti in attesa è rimasto pressoché invariato ( quasi 9000). Punti debole del sistema restano le regioni meridionali che con la Sicilia (4,9 donatori p.m.p. utilizzati), la Calabria (6,0), e la Puglia (7,1) ma anche con il Lazio (che scende da 16,8 donatori del 2004 al 10,3 nel primo trimestre 2005) e la Campania (14,9), manifestano più problemi: rispetto a regioni del Nord come la Liguria (56,8), Friuli Venezia Giulia (37,7) o Emilia Romagna (33,6), il divario è netto.
    In Spagna tutte le 17 regioni autonome superano i 20 donatori per milione di abitanti (p.m.p.) e 5 di esse sono sopra i 40 donatori p.m.p. Calano leggermente le opposizioni alla donazione (27,2 è la media nazionale, rispetto al 29,4 dell'anno precedente). Fa impressione l'altissimo picco di "no" raggiunto, nel primo trimestre 2005, dalla Sicilia (75%), nonché le alte percentuali di Umbria (50%) e Puglia (41,2). Profondissimo è il divario che ci separa dalla Spagna dove, nel 2004, si è toccato il minimo storico di negazioni (17,8%). Per quanto riguarda le soluzioni finalizzate a un aumento dell'offerta dei trapianti nel nostro paese, credo che oltre a interventi volti a rendere più efficaci i processi dai quali fare più donazioni (efficienza delle commissioni di accertamento di morte cerebrale, segnalazione di donatori da parte delle rianimazioni, informazione alla popolazione anche per fasce d'età), vada presa in considerazione un'altra strada sinora quasi ignorata. Spero, infatti, che il nuovo ministro della Salute intenda percorrere la via delle donazioni tra viventi (negli Stati Uniti su circa 15.000 trapianti di reni, più di 6.500 sono da vivente (2 p.m.p. nel 2004).
    Occorrerebbe, infatti, dare nuovo impulso alla vecchia legge che regola la donazione da vivente, quella di rene, in Italia (n.458/67) che, dopo 38 anni,non ha ancora un regolamento di attuazione che contempli:
     1) Il diritto a permessi retribuiti per tutte le assenze dal lavoro prima, durante e dopo l'intervento chirurgico, senza il computo, cioè nel periodo di malattia. E' accaduto più di una vota che un familiare lavoratore, dovendo donare un rene al proprio congiunto, sia stato costretto a prendere un periodo di ferie.
    2) L'assunzione del donatore di rene da vivente contro i rischi immediati e futuri inerenti all'intervento operatorio e alla menomazione subita.
    La legge n.483/97 che detta "norme per consentire i trapianto parziale di fegato" tra persone viventi ha poi esteso le disposizioni della legge 458/67 anche a questi donatori che, dunque, non vedono anch'essi riconosciuti i diritti su menzionati. Nel contempo, occorrerebbe vigilare attentissimamente affinché possa escludersi qualsiasi compravendita di organi per le donazioni tra non consanguinei, attivando,finalmente, quanto previsto dalle "Linee guida per il trapianto renale da donatore vivente", cioè una "terza parte", indipendente dai medici curanti del ricevente (chirurgo trapiantatore e neurologo), che verifichi le motivazioni della donazione e la reale presenza di consenso libero ed informato. Se, dunque, tali presupposti verranno garantiti, credo che anche in Italia si possa aprire il fronte del trapianto da vivente.

    Dal "Quotidiano Sociale"
    Il Tribunale Per I diritti Del Malato






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