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Data: 16/9/08
Rassegna stampa 2002-2008
Alcuni degli articoli riguardanti la TRIO apparsi sulla stampa locale e nazionale fra il 2002 ed il 2005   Continua

Data: 10/9/08
Rassegna stampa
I dettagli della stampa locale sulla vicenda della Trio di Corigliano Calabro.   Continua

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La cultura non ha età
Progetto per l´impiego di volontari in servizio civile in Italia   Continua

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L’Ambiente è salute
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marco recchiuti

  • Ancora pochi trapianti in Calabria
     
    Data: 27/6/05
    Il trapianto di fegato


     

    Dal congresso medico tenutosi nella bellissima cornice di Amantea in cui si discuteva del "Trapianto di Fegato in Calabria", poche cose sono cambiate e tante altre, ahimè la maggioranza, sono rimaste immutate.
    In particolare il numero delle donazioni che, pone la nostra Regione all'ultimo posto in Italia ed in Europa. Dai dati riportati da Egidio De Luca in un recente articolo apparso sul "Quotidiano della Calabria", nella sua veste di Presidente della Trio Italia Onlus, originario proprio di Amantea, nonché trapiantato di fegato a Pittsburgh più di dodici anni fa, il numero delle donazioni nella nostra regione è stato di 4.5 per milione di abitanti nel 2004. Conti alla mano significa che ci sono stati in tutto 9 donatori su una popolazione di quasi due milioni di calabresi. Giusto per fare un paragone, se prendiamo in considerazione i dati ufficiali forniti dal Centro Nazionale Trapianti, in Emilia Romagna, regione dove attualmente svolgo la mia attività di chirurgo impegnato nel campo dei trapianti, nello stesso anno ci sono stati 30 donatori per milione di abitanti, cioè 114. E non è finita, perché purtroppo in Calabria nel 2004 sono state registrate opposizioni alle donazioni nel 60% dei casi contro il 30% dell'Emilia Romagna. Sono dati che devono farci attentamente riflettere e non solo. Confesso che mi sono sentito in imbarazzo perchè l'articolo di Egidio De Luca è apparso, proprio per una strana sorte, il giorno dell'arrivo in Calabria di Reginald Green che tutti voi ricorderete per avere consentito il prelievo degli organi del piccolo figlio Nicholas barbaramente ucciso sulla SA-RC nel 1987. Cosa mai avrà pensato il povero Mr Green nel ricevere ennesimi attestati di solidarietà da generosi calabresi: diciotto anni e nulla è cambiato o quasi.
    Di sicuro è aumentato il numero dei pazienti calabresi che riempiono le corsie degli Ospedali del Centro e del Nord Italia, e che continuano a partire per ricevere un cuore, un polmone, un fegato, un pancreas, una parte di intestino, per poter continuare a vivere. Sono gli stessi pazienti che per il resto della loro vita continueranno a viaggiare per sottoporsi a viste mediche di controllo.
    Per tutti è arrivato il momento di fare delle scelte ed assumersi delle responsabilità. In primo luogo i cittadini che non possono continuare a negare il proprio consenso alle donazioni e sperare di essere curati con un trapianto se ne avranno bisogno.
    Gli educatori ed operatori scolastici che hanno il difficile compito di diffondere la cultura della donazione come atto civico ed i mass media e gli organi di stampa ai quali spetta la divulgazione delle conoscenze su questo delicato argomento.
    Fondamentale è il ruolo dei rianimatori che dopo essersi prodigati ad assistere, con tutte le loro energie, i pazienti gravi a volte ne devono accertare la condizione di donatore per il sopraggiungere della morte cerebrale. A loro spetta un compito assai delicato, cioè quello di chiedere ai familiari in un momento drammatico per una intera famiglia il consenso al prelievo degli organi di un loro caro, spesso giovane. Fortunatamente negli ultimi anni sono stati segnalati donatori sempre meno giovani e questo per effetto dell'uso protettivo del casco e delle cinture di sicurezza, mentre sono aumentati gli anziani deceduti per patologie cerebrovascolari. Lo sapevate che il fegato di un ottantenne ben selezionato da risultati uguali a quelli dei donatori di età inferiore a 40 anni?. E' un studio che ho avuto il piacere di condurre in Emilia Romagna in collaborazione con altri centri trapianti del Nord ed i cui risultati sono stati di recente pubblicati nella rivista scientifica American Journal of  Transplantation. E' dimostrato che per incrementare il numero dei donatori occorre trapiantare gli organi nella stessa regione da cui vengono prelevati, per incentivare gli operatori ad un lavoro comune, in cui tutti possano avere delle gratificazioni. Attualmente in. Calabria si verifica l'arrivo di equipe provenienti da altre regioni , per il fegato, il pancreas, il cuore , i polmoni, etc. Per invertire la rotta occorre che i politici e gli amministratori, che hanno dimostrato una grande attenzione verso questo problema, realizzino la nascita di centri di alta specializzazione come quello del trapianto di fegato che potrebbe rappresentare un investimento economico per evitare la fuga dei pazienti in altre regioni.
    Vorrei concludere queste mie riflessioni ricordando l'opera ammirevole di tanti volontari che attraverso le loro associazioni rappresentano un costante punto di riferimento sia per i familiari dei donatori sia per i tanti pazienti in attesa di ricevere un organo o per quelli appena trapiantati. Un plauso particolare va all'AIDO e alla Trio Italia Onlus, associazione quest'ultima presieduta con grande forza a livello nazionale dal nostro corregionale Dr. Egidio De Luca. La sua voce deve essere ascoltata con rispetto da tutti perché oltre a dimostrare competenza e  professionalità, testimonia una storia  di  grande sofferenza.






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